Il progetto “From Youth Centers to Intercultural Centers” intende implementare un’innovazione nell’ambito dello Youth Work, a partire da quattro Paesi: Italia, Portogallo, Spagna e Slovenia.

Nella crescente composizione multiculturale dell’Europa, negli ultimi anni si inserisce in modo problematico la questione dell’afflusso di migliaia di richiedenti asilo, che nei Paesi Mediterranei e in quelli Est- Europei diventa spesso emergenza. Le quattro organizzazioni partner operano in comunità locali dove i giovani autoctoni convivono con coetanei immigrati, tra cui anche richiedenti asilo e rifugiati. Questa situazione, che sempre di più caratterizza e caratterizzerà le comunità locali nella UE, richiede l’evoluzione dei classici Youth Center in Centri Interculturali.

Obiettivi del progetto pertanto, a partire dalle esperienze dei partner, è proporre un’innovazione di metodo e di pratiche, che possa curvare in senso interculturale le diverse attività dei Centri Giovanili: dai laboratori ludico-aggregativi, agli eventi pubblici, al volontariato locale, alle attività sportive. Si intende cioè contribuire a un miglioramento del lavoro nell’ambito della gioventù, creando uno strumento, il Toolkit, che possa essere adottato dagli youth workers dei partner, dei loro network nazionali ed europei, ed esteso poi nell’Unione Europea, costruendo progressivamente una Rete Europea dei Centri Interculturali.

Con questo percorso, si intende facilitare concretamente l’inclusione sociale del giovani, avendo attenzione a giovani con minori opportunità perché rifugiati o per differenze culturali. Al contempo, questa caratterizzazione delle attività nel settore della gioventù portate avanti nei contesti locali, consente l’empowerment dei giovani, più preparati ad affrontare le sfide e le opportunità di un contesto multiculturale. Le esperienze realizzatesi in passati nei diversi Paesi riflettono le differenze date da contesti socio-culturali differenti, profili diversi dell’immigrazione e diversi impatti dell’afflusso di richiedenti asilo. Allo stesso modo, le sperimentazioni che verranno condotte per validare il Toolkit si dovranno confrontare con le diversità dei contesti nazionali. In tal modo, il modello elaborato e proposto a livello della UE potrà avere la flessibilità e gli strumenti necessari per adattarsi ai vari contesti e alle evoluzioni all’interno dei singoli contesti. Per questa ragione il progetto ha necessità di una ampiezza transnazionale e il suo follow up è programmato sin da ora per ampliare i Paesi di applicazione e diffusione.